MONDO – Cannabis, nuovo saggio Oxford: legalizzarla e’ ormai l’unica cosa da fare(da http://droghe.aduc.it)

La guerra alla marijuana è inutile, costosa e in alcuni casi anche un
abuso del potere governativo con effetti sociali devastanti. Queste le
conclusioni di un gruppo di esperti raccolte in un saggio pubblicato
questa settimana dalla Oxford University Press.
"E’ giunto il momento che i Governi mondiali rivedano le politiche
sulla cannabis", spiega il professor Peter Reuter, docente di scienze
politiche all’università del Maryland e coautore del saggio.
Il libro, "Cannabis Policy: Moving Behond Stalemate"
(Poliche sulla cannabis: andare oltre l’empasse), spiega come la
maggioranza degli arresti per possesso di cannabis in Gran Bretagna,
Svizzera e Stati Uniti non hanno avuto alcun effetto deterrente. Hanno
però causato grandi divisioni sociali e enormi sprechi di somme di
denaro pubblico.
Secondo una stima delle Nazioni Unite, sono circa 190 milioni i consumatori di cannabis nel mondo.
"Vi sono ormai prove certe sul fatto che la criminalizzazione del
consumo è un deterrente inefficace", ha spiegato Reuter. "I Governi
dovrebbero sviluppare modi responsabili per gestire l’offerta,
piuttosto che creare enormi mercati neri". "Quello di cui c’è bisogno è
un modo più sicuro con cui le persone possano acquistare la sostanza,
piuttosto che lasciare il tutto ai mercati illegali che producono una
sostanza sempre più potente", scrive Reuter. Quello della sicurezza "è
ormai una argomentazione sempre più centrale per indurci a creare un
mercato regolamentato della cannabis". ———– – – – – – – ———– PORTOGALLO – ‘Abbiamo permesso la droga e il consumo è diminuito’. Quando
alla fine degli anni ottanta la droga irrompe nella società portoghese,
il medico Joao Goulao comincia a occuparsi di tossicodipendenza. Segue
un corso pratico nella capitale e poi apre uno centro d’assistenza ad
Algarve. Dal 1987, e per due decenni, lavora alla prevenzione, al
trattamento e al reinserimento dei drogati. Oggi coordina la lotta
antidroga del suo Paese, presiede Instituto de Droga y Toxicomania (IDT),
e da un mese l’Ue-27 l’ha eletto presidente dell’Osservatorio Europeo
per le Droghe e le Tossicodipendenze (OEDT) che ha sede a Lisbona. "E’
una vittoria simbolica", dice. "Credo che la mia elezione all’OEDT si
debba alla ripercussione e alla visibilità della politica portoghese in
materia di droghe". Una politica, il cui maggior esponente è la legge
del luglio 2001 che depenalizza l’acquisto, il possesso e il consumo di
tutte le droghe senza eccezioni, eroina e cocaina incluse. Una legge
che non ha paragoni al mondo. All’epoca, gli ambienti più conservatori
pronosticavano niente meno che l’apocalisse. "Arriveranno aerei zeppi
di studenti per fumare marijuana, sapendo che non andranno in prigione.
Gli promettiamo sole, spiaggia e la droga che desiderano", diceva il
deputato di destra Paulo Portas. Nessuna delle terribili previsioni si
è verificata. Tutt’altro, il consumo delle droghe è diminuito,
"soprattutto tra i più giovani".
Glenn Greenwald, uno dei 25 costituzionalisti liberali più influenti degli Usa, il Cato Insitute (Washington DC) e giornali come The Economist
hanno plaudito all’esperienza portoghese. E il padre di questa
creatura altri non è che Joao Goulao. "I nostri risultati vengono
analizzati in altri Paesi. Argentina, Messico e R.Ceca hanno preso
spunto dalla nostra linea". La sua audacia nel difendere la
depenalizzazione delle droghe non contempla la legalizzazione. "Non
immagino uno scenario di consenso internazionale che permetta di
ottenere quest’obiettivo".
(da un’intervista concessa a Frances Relea) ———————— ITALIA – Studio: il cervello produce e consuma cannabis naturalmente

Si complica sempre più la guerra alla cannabis. Per giungere ad un
mondo senza droga -obiettivo che si propone l’attuale strategia
proibizionista- sarà necessario non solo continuare a punire chi la
consuma, ma anche intervenire con farmaci o operazioni neurochirurgiche
per impedire che il cervello la produca naturalmente. Si è scoperto infatti che siamo tutti produttori e consumatori di cannabis…
Anche i neuroni si auto-controllano e lo fanno somministrandosi cannabinoidi. E’ quanto emerso da uno studio, pubblicato su Nature Neuroscience, di tre ricercatori dell’Ebri, European Brain Research Institute di Roma, Alberto Bacci, Silvia Marinelli e Simone Pacioni.
La ricerca mette in evidenza come alcuni neuroni eccitatori della
corteccia cerebrale, in risposta alla loro attivita’ elettrica,
sintetizzano e si auto-somministrano cannabinoidi endogeni, mettendosi
letteralmente a dormire per diversi minuti.
Questo meccanismo e’ utile nel controllo dell’eccitabilita’ dei neuroni
ed e’ vitale per il funzionamento della corteccia cerebrale.
Nel cervello, i cannabinoidi endogeni agiscono sullo stesso recettore attivato dal principio attivo della marijuana.
Inoltre, i cannabinoidi rilasciati, oltre che inibire gli stessi
neuroni che li hanno prodotti, agiscono anche sui terminali sinaptici
inibitori di altri neuroni, inibendone il rilascio di
neurotrasmettitore per lunghi periodi. Il risultato e’ che una
sotto-rete eccitatoria e’ capace di autoregolare la propria capacita’
di eccitarsi, sia a livello di singolo neurone, sia controllando gli
input da altri neuroni dei circuiti corticali.
Il prossimo passo, secondo i ricercatori, sara’ scoprire quali
attivita’ della corteccia cerebrale mettono in atto questo questo
meccanismo o se questa risposta auto-inibente entra in azione durante
attivita’ intense delle reti corticali, che avvengono, per esempio,
durante le crisi epilettiche.
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