AUTOGOVERNO e NUOVO WELFARE: verso una nuova democrazia dei beni comuni
by circolodiwillis on dic.01, 2011, under General

AUTOGOVERNO e NUOVO WELFARE: Verso una democrazia dei beni comuni
A nove mesi dall’occupazione dell’immobile abbandonato di via Monte Meta 21, a Roma, il Puzzle inizia a prendere forma. Quelli che prima erano centinaia di metri quadrati lasciati al degrado, colmi di carte impolverate, documenti gettati qua e là, servizi igienici fatiscenti e stanze inagibili, oggi ospitano uno studentato autogestito, una scuola di italiano per migranti, corsi di sostegno scolastico e attività di formazione per i cittadini e le cittadine del quartiere.
In seguito alle straordinarie mobilitazioni dell’anno trascorso, student*, precar* e cittadin* di Montesacro e Tufello hanno liberato uno spazio, difendendolo dalla rendita e dalla speculazione. Lo stabile, di proprietà comunale, ospitava in passato gli uffici dei servizi sociali, ma da oltre due anni era completamente vuoto e inutilizzato. Una situazione insopportabile, soprattutto davanti a una crisi economica devastante che colpisce drammaticamente il sistema di welfare, in una città come Roma che spicca per l’assenza di politiche abitative per i giovani e i precari, per la carenza di servizi e strutture, per non parlare di qualsiasi forma di sostegno al reddito, necessaria per sopravvivere nel mare in tempesta della precarietà.
Una precarietà non più solo lavorativa, ma che investe ogni aspetto dell’esistenza e che rischia di spazzare via ogni diritto acquisito. A partire da ciò che appartiene a tutti e a tutte: i beni comuni materiali (acqua, energia, territori) e immateriali (cultura, sapere, conoscenze, lavoro).
L’esperienza di Puzzle mostra proprio questo desiderio. L’ambizione di inventare una nuova relazione tra gli spazi recuperati e i beni comuni, tra pratiche di autogestione e servizi dal basso, sperimentando nuove forme di welfare oltre la dicotomia pubblico/privato. Il desiderio, quindi, di mettere a valore il grande successo referendario della scorsa primavera, in cui oltre 27 milioni di italiani hanno espresso un chiaro no alla privatizzazione dell’acqua e al rilancio dell’energia nucleare.
Esiste un patrimonio comune che lega l’esperienza di Puzzle a quelle del Teatro Valle e dell’ex Cinema Palazzo di Roma: il desiderio di uscire dalla crisi ripensando il rapporto tra diritti e democrazia, lo stesso desiderio che ha spinto centinaia di migliaia di student* e precar* a invadere le strade e occupare le piazze in ogni angolo del mondo.
Si può uscire dalla crisi solo se ci opponiamo alle “nuove ricette” che ripropongono gli stessi meccanismi di finanziarizzazione economica che hanno puntato al saccheggio del lavoro, dei territori e dei beni comuni. I modelli Gelmini e Marchionne parlano chiaro: tagli e privatizzazioni, cancellazione dei contratti collettivi nazionali, riduzione delle borse di studio e introduzione del meccanismo perverso del prestito d’onore. Si tratta di una crisi di sistema che investe in pieno la sovranità politica e la democrazia liberale in tutte le sue istituzioni, dalla quale si può uscire solo sperimentando nuove pratiche costituenti. Noi la chiamiamo democrazia dei beni comuni.
Per questo nasce Puzzle. Per affermare che una via di uscita alternativa esiste, che non è speculazione teorica, ma concretezza di vita, di esperienze, di progettualità. Un laboratorio in progress, un percorso comune ma plurale che delinea un’idea di autogoverno del territorio e delle nostre vite.
Per lanciare con forza questa sfida alla città, al quartiere, alle amministrazioni locali e a tutti i cittadini e le cittadine, invitiamo quindi tutti e tutte a partecipare all’assemblea pubblica che si tiene venerdì 2 dicembre 2011 alle ore 16.30, al Laboratorio Puzzle.
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Intervengono:
● Simonetta Salacone – ex direttrice didattica scuola Iqbal Masih
● Assessorato alle politiche sociali di Napoli
● Teatro Valle Occupato (Roma)
● Jacopo Bergamo – ArtLab – Studentato occupato (Parma)
● Giovanni Pagano – Lab Zero81 (Napoli)
● D.A.D.A. (Napoli)
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Venerdì 2 dicembre 2011 @ Lab Puzzle, via Monte Meta 21, Tufello
► h 16.30 >> ASSEMBLEA PUBBLICA
► h 19.00 >> APERITIVO E PRESENTAZIONE LAB ⓅⓊⓏⓏⓁⒺ – Welfare In Progress
COMUNICATO VERSO IL 17 NOVEMBRE 2011 #occupyIgiene, #occupyMedicina
by circolodiwillis on nov.08, 2011, under General
VERSO IL 17 NOVEMBRE >> #occupyIgiene, #occupyMedicina
Per riconquistare la Facoltà di sperimentare, di decidere, di riavviare il sistema!
Il 17 Novembre, come ogni anno, noi studenti e studentesse scenderemo in piazza, occuperemo le strade. Abbiamo un mondo da ricostruire sulle macerie che rimangono oggi di Università e Ricerca, e non vogliamo ridurci ad essere testimoni o vittime di ciò che accade intorno a noi, ma aspiriamo ad essere gli artefici di un cambiamento. Lo faremo partendo dal Dipartimento di Igiene, tramutandolo, dal 14 al 16 Novembre, in un luogo del possibile, riprendendoci la nostra facoltà e trasformandola in uno spazio liberato e generatore di Conoscenza e di Futuro.
La riforma Gelmini è stata approvata ed i suoi effetti iniziano a farsi sentire: dalla contrazione delle borse di studio e di collaborazione all’aumento delle tasse universitarie, dalla chiusura delle biblioteche alla cancellazione delle forme di sostegno per i giovani precari e precarie. Si sottraggono spazi e fondi alla totalità degli studenti per istituire poli d’eccellenza a numero sempre più chiuso, concentrando le poche risorse rimaste in percorsi e meccanismi che non hanno nulla a che fare con un’università veramente pubblica e di tutt*, ma assomigliano più a quelli di un ateneo privato. E’ notizia di questi giorni l’inaugurazione del polo d’eccellenza della Sapienza, una piccola S.Anna romana, che racchiude per pochissimi eletti tutti i servizi che da anni vengono cancellati e sottratti alla totalità del mondo della formazione (stanze gratuite, borse di studio, percorsi formativi all’altezza di un’università europea). Per di più capeggiata da Alessandro Schiesaro, ex portavoce della Gelmini e corresponsabile del saccheggio e della privatizzazione dell’Università pubblica.
Dal 14 al 16 novembre, invece, il dipartimento di Igiene si trasformerà in un luogo di ricerca e di sperimentazione: seminari costruiti da studenti insieme a docenti e ricercatori, corsi di sutura e di pratica – a Medicina se ne fa fin troppo poca -, momenti di discussione e di condivisione, ma anche di socialità e di divertimento. Continuando quindi a sostenere con forza che solo investendo su una formazione ed una ricerca libere si possono trovare davvero nuove vie d’uscita dalla crisi. Vogliono costringerci in un mondo già confezionato, immutabile e statico, ma noi vogliamo riconquistare la Facoltà di immaginare, creare, sperimentare, di decidere.
Non crediamo infatti che alla crisi si debba rispondere obbedendo ciecamente ai diktat di politica economica della Banca Centrale Europea o del Fondo Monetario Internazionale, né sostituendo il governo Berlusconi (oramai agli sgoccioli) con un governo di sinistra di egual segno che non sappia sottrarsi a quelle stesse imposizioni che provengono dal mondo finanziario e dalle banche. Ancor meno con un governo di unità nazionale, che dietro l’alibi della crisi e con la retorica del sacrificio e dell’austerity ne approfitti per cancellare diritti, chiudendo ogni spiraglio di cambiamento aperto dai movimenti negli ultimi anni.
Crediamo che dalla crisi si possa uscire veramente soltanto con il coraggio di invertire la rotta, cambiando le regole del gioco, investendo sulle persone e su nuove forme di democrazia (avete presente l’Islanda?), ricostruendo dal basso lo stesso patto sociale del nostro paese – la Costituzione – perché su scelte che ricadono sulla vita quotidiana di tutt*, tutt* devono poter decidere.
In quest’ottica vogliamo riaprire il dipartimento e la facoltà di medicina a tutti e tutte, riempiendo quelle aule vuote così come si riempiono le piazze in tutto il mondo al grido di una nuova democrazia. Ancora una volta, continua il nostro cammino di riappropriazione e di costruzione di una Università del Comune, spazio pubblico che ricodifica lo stare insieme, il produrre e il diffondere un sapere libero e accessibile ad ognuno.
Ogni giorno, perciò, saremo in tumulto con il resto del mondo, saremo con chi sciopera ad Oakland, con chi occupa Wall Street, con chi si accampa a Trieste, con chi autogestisce ospedali a Barcellona, con chi fa di un teatro un bene comune. E lo saremo impugnando i nostri libri scudo il 17 Novembre, riprendendoci con il Book Block gli spazi negati dai divieti antidemocratici di Alemanno e Maroni, e la libertà di chi ha iniziato a immaginare e praticare fin da subito il cambiamento. Di chi pensa che l’alternativa è possibile.
Assemblea delle Studentesse e degli Studenti di Medicina
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17th November 2011 STUDENTS UNITED FOR GLOBAL CHANGE! PEOPLE, RISE UP!
by circolodiwillis on nov.04, 2011, under General
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Riconquistiamoci la Facoltà di immaginare, creare, sperimentare, di decidere…
…dal 14 al 16 Novembre, vieni a Igiene! (piazzale Aldo Moro, La Sapienza, Roma)
VERSO IL 17 NOVEMBRE 2011 — STUDENTS UNITED FOR GLOBAL CHANGE! PEOPLE, RISE UP!
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Assemblea degli studenti e delle studentesse di Medicina
Un altro mondo è possibile. It starts with you…
by circolodiwillis on ott.21, 2011, under General
Da Roma a New York, da Tokyo a Santiago del Cile
United for a global change!
Assemblea degli studenti e delle studentesse di Medicina
Mercoledì 26 Ottobre 2011 ore 14 @ Igiene

Costruiamo da oggi la nostra alternativa:
un’altra università, un’altra società,
Un altro mondo è possibile!
It starts with you!
Oltre il 15 Ottobre: non un passo indietro, neanche per prendere la rincorsa.
by circolodiwillis on ott.21, 2011, under General
COMUNICATO degli studenti e delle studentesse della Sapienza in Mobilitazione

Il 15 ottobre oltre 50 000 studenti e studentesse provenienti da tutt’Italia si sono ritrovati a piazzale Aldo Moro, rispondendo all’appello della Sapienza per la costruzione di uno spezzone studentesco che confluisse nel corteo insieme a tutti gli altri soggetti sociali che hanno promosso la costruzione di quella giornata.
L’intuizione di costruire uno spezzone studentesco unitario si è dimostrata vincente, convinti che esista un filo conduttore che lega la crisi del debito pubblico e della finanziarizzazione dell’economia allo smantellamento della formazione e della ricerca pubblica. Non è retorica: ci sentiamo davvero quel 99% che non sopporta più di leggere le scelte della politica attraverso la lettera di Draghi e Trichet, quel 99% che pensa che non ci sia democrazia senza coinvolgimento dei soggetti sociali nelle scelte che riguardano le nostre vite. Siamo quel 99% che partendo da un’idea diversa di scuola e università, attraverso percorsi di mobilitazione reali, prova a costruire un’idea diversa di democrazia, di economia, di politica, di società.
Per fare questo il movimento studentesco ha scelto negli ultimi anni di costruire e praticare un conflitto sociale largo, attraverso pratiche di massa che sapessero tenere insieme pratica dell’obiettivo, conflitto sociale e consenso, radicalità ed efficacia. Non abbiamo mai esitato a sfidare i divieti di chi voleva impedirci di manifestare nei luoghi e nelle forme che sceglievamo durante la mobilitazione, convinti che il conflitto sia un’opportunità politica, nel momento in cui si pone l’obiettivo di invertire i rapporti di forza e di opporsi alla repressione del potere politico, per riaprire spazi di cambiamento. Tramite decisioni collettive, abbiamo deciso se e quando violare le zone rosse per manifestare sotto i palazzi del potere (politico ed economico), così come abbiamo deciso se e quando lasciare quei palazzi del potere soli nelle zone rosse per riprenderci le strade che ci venivano sottratte da un governo sordo e da un parlamento svuotato di senso.
Con questo spirito abbiamo costruito la data del 15 ottobre, attraverso percorsi assembleari nell’università, coinvolgendo le migliaia di studenti che hanno deciso di tornare a invadere le strade di Roma, riportando in piazza i book block, che hanno caratterizzato il nostro movimento lo scorso anno. L’abbiamo fatto insieme a quel mezzo milione di persone che, nell’irriducibile molteplicità di pratiche e di idee che contraddistingue i movimenti più grossi, è sceso in piazza spontaneamente per porre fine a un presente schiacciato dallo strapotere delle Banche Centrali e della Finanza e per riprendersi il futuro.
Non ci piacciono le semplificazioni, ma siamo convinti che il livello del conflitto sia espressione della capacità di un movimento di autodeterminarsi, non delle forzature di pochi. Per questi motivi leggiamo come un attacco alla stessa manifestazione la volontà di alcuni gruppi di sovradeterminare le modalità di un intero corteo, mettendo in campo delle azioni che, in una logica del tutto minoritaria ed incomprensibile ai più, hanno impedito agli altri manifestanti di protestare liberamente, nelle forme da loro scelte.
Crediamo che sia diversa la scelta di quanti hanno resistito in piazza S. Giovanni alla reazione repressiva e scomposta della polizia che, attraverso l’utilizzo di idranti e caroselli con i blindati ha attaccato l’intera piazza. Il comportamento delle forza dell’ordine, guardavano sicuramente al giorno dopo, quando (come sta accadendo) si sarebbe potuto parlare di Legge Reale di arresti nel mucchio, perquisizioni a tappeto, di chiusura di ogni spazio di agibilità per chi vuole manifestare in un momento in cui l’autunno sarebbe stato particolarmente caldo.
Non ci piacciono le semplificazioni della stampa, perché provano a dividere i manifestanti tra aggressori e vittime, ma noi “vittime” non ci sentiamo. Lo spezzone studentesco ha proseguito la giornata del 15 ottobre con un corteo selvaggio non autorizzato, che ha bloccato la città e la tangenziale fino alle 21 di sera, raccogliendo ancora una volta il consenso della gente che applaudiva e si univa a noi.
Per questo motivo ripartiamo dal 15 ottobre per rilanciare una nuova stagione di lotta in questo paese. Siamo convinti che la sfida lanciata in tutto il mondo della costruzione di un movimento globale non possa arrestarsi. Manifestazioni in 1.000 città e 82 paesi di tutto il mondo ci parlano di un’opportunità enorme per la costruzione di un’alternativa economica, sociale e politica. Un movimento che non si spaventerà davanti ai deliri repressivi di Maroni, che invaderà ancora le strade e le piazze, con quella indignazione e quei desideri che da sempre hanno caratterizzato le nostre pratiche e i nostri cortei.
Ripartiamo già da domani dall’università, rilanciando i percorsi di mobilitazione nelle forme che hanno caratterizzato le nostre manifestazioni lo scorso anno e provando a proporne delle nuove, anche analizzando le esperienze di altri paesi come Spagna, U.S.A., Cile.
Siamo convinti di non poter tornare indietro adesso, nemmeno per prendere la rincorsa.
Studenti e studentesse della Sapienza in Mobilitazione
Oltre il 15 ottobre: Non un passo indietro, neanche per prendere la rincorsa
by circolodiwillis on ott.19, 2011, under General
Il 15 ottobre oltre 50 000 studenti e studentesse provenienti da tutt’Italia si sono ritrovati a piazzale Aldo Moro, rispondendo all’appello della Sapienza per la costruzione di uno spezzone studentesco che confluisse nel corteo insieme a tutti gli altri soggetti sociali che hanno promosso la costruzione di quella giornata.
L’intuizione di costruire uno spezzone studentesco unitario si è dimostrata vincente, convinti che esista un filo conduttore che lega la crisi del debito pubblico e della finanziarizzazione dell’economia allo smantellamento della formazione e della ricerca pubblica. Non è retorica: ci sentiamo davvero quel 99% che non sopporta più di leggere le scelte della politica attraverso la lettera di Draghi e Trichet, quel 99% che pensa che non ci sia democrazia senza coinvolgimento dei soggetti sociali nelle scelte che riguardano le nostre vite. Siamo quel 99% che partendo da un’idea diversa di scuola e università, attraverso percorsi di mobilitazione reali, prova a costruire un’idea diversa di democrazia, di economia, di politica, di società.
Per fare questo il movimento studentesco ha scelto negli ultimi anni di costruire e praticare un conflitto sociale largo, attraverso pratiche di massa che sapessero tenere insieme pratica dell’obiettivo, conflitto sociale e consenso, radicalità ed efficacia. Non abbiamo mai esitato a sfidare i divieti di chi voleva impedirci di manifestare nei luoghi e nelle forme che sceglievamo durante la mobilitazione, convinti che il conflitto sia un’opportunità politica, nel momento in cui si pone l’obiettivo di invertire i rapporti di forza e di opporsi alla repressione del potere politico, per riaprire spazi di cambiamento. Tramite decisioni collettive, abbiamo deciso se e quando violare le zone rosse per manifestare sotto i palazzi del potere (politico ed economico), così come abbiamo deciso se e quando lasciare quei palazzi del potere soli nelle zone rosse per riprenderci le strade che ci venivano sottratte da un governo sordo e da un parlamento svuotato di senso.
Con questo spirito abbiamo costruito la data del 15 ottobre, attraverso percorsi assembleari nell’università, coinvolgendo le migliaia di studenti che hanno deciso di tornare a invadere le strade di Roma, riportando in piazza i book block, che hanno caratterizzato il nostro movimento lo scorso anno. L’abbiamo fatto insieme a quel mezzo milione di persone che, nell’irriducibile molteplicità di pratiche e di idee che contraddistingue i movimenti più grossi, è sceso in piazza spontaneamente per porre fine a un presente schiacciato dallo strapotere delle Banche Centrali e della Finanza e per riprendersi il futuro.
Non ci piacciono le semplificazioni, ma siamo convinti che il livello del conflitto sia espressione della capacità di un movimento di autodeterminarsi, non delle forzature di pochi. Per questi motivi leggiamo come un attacco alla stessa manifestazione la volontà di alcuni gruppi di sovradeterminare le modalità di un intero corteo, mettendo in campo delle azioni che, in una logica del tutto minoritaria ed incomprensibile ai più, hanno impedito agli altri manifestanti di protestare liberamente, nelle forme da loro scelte.
Crediamo che sia diversa la scelta di quanti hanno resistito in piazza S. Giovanni alla reazione repressiva e scomposta della polizia che, attraverso l’utilizzo di idranti e caroselli con i blindati ha attaccato l’intera piazza. Il comportamento delle forza dell’ordine, guardavano sicuramente al giorno dopo, quando (come sta accadendo) si sarebbe potuto parlare di Legge Reale di arresti nel mucchio, perquisizioni a tappeto, di chiusura di ogni spazio di agibilità per chi vuole manifestare in un momento in cui l’autunno sarebbe stato particolarmente caldo.
Non ci piacciono le semplificazioni della stampa, perché provano a dividere i manifestanti tra aggressori e vittime, ma noi “vittime” non ci sentiamo. Lo spezzone studentesco ha proseguito la giornata del 15 ottobre con un corteo selvaggio non autorizzato, che ha bloccato la città e la tangenziale fino alle 21 di sera, raccogliendo ancora una volta il consenso della gente che applaudiva e si univa a noi.
Per questo motivo ripartiamo dal 15 ottobre per rilanciare una nuova stagione di lotta in questo paese. Siamo convinti che la sfida lanciata in tutto il mondo della costruzione di un movimento globale non possa arrestarsi. Manifestazioni in 1.000 città e 82 paesi di tutto il mondo ci parlano di un’opportunità enorme per la costruzione di un’alternativa economica, sociale e politica. Un movimento che non si spaventerà davanti ai deliri repressivi di Maroni, che invaderà ancora le strade e le piazze, con quella indignazione e quei desideri che da sempre hanno caratterizzato le nostre pratiche e i nostri cortei.
Ripartiamo già da domani dall’università, rilanciando i percorsi di mobilitazione nelle forme che hanno caratterizzato le nostre manifestazioni lo scorso anno e provando a proporne delle nuove, anche analizzando le esperienze di altri paesi come Spagna, U.S.A., Cile
Siamo convinti di non poter tornare indietro adesso, nemmeno per prendere la rincorsa.
Studenti e studentesse della Sapienza in Mobilitazione
APPELLO ALLA PARTE MIGLIORE DEL PAESE. Sfiduciamo il Governo dal basso!
by circolodiwillis on giu.20, 2011, under General

In questi giorni si respira un’aria di vittoria popolare, è la ventata dello straordinario risultato referendario che ha portato questo nuovo vento di speranza e cambiamento. Questa nuova fase di partecipazione della cittadinanza ci interessa da vicino, poiché i 27 milioni di SI che si sono opposti alla privatizzazione dell’acqua e alla costruzione di centrali nucleari, hanno anche a che fare con la lotta contro la riforma Gelmini, la dismissione dell’università pubblica e l’introduzione dei privati nelle scuole e nelle università. Pensiamo che questo largo processo di partecipazione possa aprire una nuova fase politica in cui i movimenti per la democrazia, per i beni comuni, quelli che lottano contro le privatizzazioni e contro la precarietà siano uniti e protagonisti, siano la parte decisiva di una nascente e sempre più importante opposizione sociale.
Il susseguirsi e l’espandersi di mobilitazioni e conflitti portati avanti da tutti i soggetti sociali del nostro paese ha generato sempre più un clima d’indignazione e rabbia all’interno delle piazze e delle strade riempite in tutta Italia, dal movimento studentesco di questo autunno, a quello degli operai, dei precari, delle donne, dei movimenti per l’acqua, che hanno caratterizzato anche questa primavera. Quelle piazze parlano di un rifiuto della precarietà a cui questo Governo, con la complicità della Confindustria e di tutti i poteri forti ci vorrebbero condannare sempre più. In più durante quest’anno abbiamo guardato e sostenuto i movimenti che hanno sconvolto la Tunisia, l’Egitto e la Libia e che, dopo momenti di ribellione, stanno dando avvio a veri e propri processi costituenti e di partecipazione dal basso, pur se non privi di contraddizioni . Allo stesso tempo l’Europa è sempre più investita da lotte e conflitti. Basta pensare alla Grecia o agli Indignados in Spagna. Possiamo dirlo a chiare lettere: quell’indignazione dei senza lavoro e dei senza casa, dei senza diritti, dei migranti è anche la nostra!
Il 21 giugno in Parlamento verrà discusso e approvato il decreto sviluppo di cui poco si parla e si discute ma che contiene nuove agevolazioni per le banche e le imprese e consegna le briciole ai precari. Su questo decreto è stata posta la fiducia da parte del governo.
Ancora una volta, la banda di Berlusconi sfodera tutta la sua arroganza, riprovando nuovamente (come già successo il 14 dicembre scorso) a governare il paese a colpi di mazzette e rimpasti dell’ultimo secondo. Un tentativo di sopravvivere allo stesso naufragio economico causato da questo governo, che rischia persino il declassamento del rating come in Grecia.
Per questo il 21 giugno è importante ritornare sotto Montecitorio, dove siamo stati più volte, perché ci sentiamo parte del processo di sfiducia portato avanti da tutti i movimenti che stanno costruendo dal basso un paese migliore.
21 e 22 giugno sotto Montecitorio.
Con indignazione, sfiduciamo questo governo: la parte peggiore di questo paese!!
AteneinRivolta – Roma
UniCommon – Roma
Link – Roma
Assemblea di Medicina – Roma
::1 GIUGNO 2011:: >> ★♫ LA NOTTE BIANCA DEI DESIDERI ♫ ★ <<
by circolodiwillis on mag.27, 2011, under General
::1 GIUGNO 2011:: >> ★♫ LA NOTTE BIANCA DEI DESIDERI ♫ ★ <<
La notte bianca della Sapienza è un evento culturale costruito dal corpo vivo dell’Università, ed ha come primo intento quello di comporre un’offerta culturale di qualità che sappia al tempo stesso arrivare a molti.
Sommersi da discorsi che individuano nella “massa” l’unico colpevole della situazione culturale italiana, la generazione oggi in rivolta in Europa e in Nordafrica impone di ripensare gli strumenti della comunicazione e al contempo la funzione della cultura all’interno della società globalizzata scossa da ripetute crisi finanziarie.
>>LA NOTTE BIANCA DEI DESIDERI: una giornata di agitazione e riappropriazione di spazi, di produzione culturale indipendente aperta a tutta la città.
Dibattiti, concerti, mostre e dj set + qualche sorpresa nel mezzo..dalle 18 per tutta la notte..

@ Facoltà di lettere
★ h18.00 – 22.00 >> DESIDERO UNA RIVOLUZIONE CULTURALE ::ARTE TRA INDUSTRIA E DESIDERIO::>>
Immaginiamo questo incontro come un momento di scambio a partire dalle specificità di ciascuno, un momento di sintonia tra differenti esperienze che a partire dalla realtà dell’azione e del territorio rendano visibili dei possibili spazi di alternativa.
Esperienze come quella dell’ex Cinema Palazzo e del Teatro del Lido diventano la lente attraverso cui guardare la realtà in trasformazione. Esperienze eterogenee, fatte da artisti, comitati di quartiere, studenti, precari, cittadini.
Pensiamo che piccoli frammenti stiano componendo un immaginario differente, multiplo, sinergico, un immaginario cha ha bisogno della massa, della moltitudine per svolgere quella funzione mitopoietica che porta all’azione.
Partire da un punto per esplorare l’infinito, partire dai desideri per rivoluzionare la cultura!
Interverranno al dibattito:
Sabina Guzzanti, Elio Germano, Filippo Lange (Teatro del Lido), Ilenia Caleo (Zeropuntotre)
…a seguire aperitivo accompagnato dal live di
>> AutOfRadio::La voce del sapere vivo:: >>
★ h22.00 – 23.00 >> Proiezione del documentario “Acqua Bene Comune”
di Margine Operativo >>
★ h23.00 – 04.00 >> BESTIERARE & DJ DRUGO ♫ Live Rap Concert♫ >>
( Elio Germano,Marco Drudi, Matteo Pluchino, Christian Ciamarra )
e a seguire >> ♫ Dj Parente♫ >>
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@ Piazzale di Chimica
★h19.00 – 21.00 >> Aperitivo B.I.C. (buttamola in caciara crew)
WritingAttack (free writing area) video-proiezioni verso i Referendum
★h21.00 – 23.00 >> CopyRiot Cinema presents ::: “Uomini senza Legge” La decolonizzazione dell’Algeria raccontata come un’epica gangster.
★★ h23.00 – 04.00 >> :::ElektroBeneComune Party:::
♫ Chromedrop Family ♫
live&Djset (100% pure underground electronic music)
e a seguire >>Dunkan Harkom feat Penny (tekno-rap)
COMUNICATO Sapienza in Mobilitazione
by circolodiwillis on mag.19, 2011, under General
SIAMO TUTT* SOCIALMENTE PERICOLOS*!
SOLIDARIETA’ A SIMONE!
Ieri mattina la Questura di Roma ha notificato a Simone, studente de La Sapienza e attivista dell’Assemblea di Medicina, un “avviso orale” (ex art.1) di pericolosità sociale. Lo straordinario autunno di mobilitazioni studentesche si è già da tempo tramutato in denunce e provvedimenti per moltissimi studenti e studentesse che in molte città italiane hanno protestato contro la legge Gelmini e hanno tentato di prendere parola su temi che li riguardano in prima persona, l’università, la ricerca, la formazione, la precarietà giovanile.
Ora il Governo, il Ministero degli interni e la Questura di Roma alzano il tiro e decidono di definire socialmente pericoloso proprio uno di quegli studenti.
Ancora una volta tentano di isolare e zittire chi durante questi anni ha commesso il “reato” di riunirsi in un’assemblea, manifestare, protestare ed esprimere un dissenso. Del resto non c’è da stupirsi se viene definito “socialmente pericoloso” uno studente come Simone, in un Paese in cui non esiste democrazia e non c’è alcuna possibilità di poter decidere sul proprio futuro né di poter partecipare alle scelte che ogni giorno incidono radicalmente sulle nostre vite. La parola democrazia ha perso il suo vero significato, reprimendo le nuove generazioni in rivolta con minacce, denunce, leggi e provvedimenti, riducendo interi anni di mobilitazione ad una mera questione di ordine pubblico.
Risulta dunque pericoloso, per chi detiene il potere in questo Paese e non ha mai voluto ascoltare le ragioni di centinaia di migliaia di studenti e precari, chiunque si confronti con altri studenti nelle assemblee, chiunque elabori e rielabori concetti e pratiche politiche, chiunque contesti 1 miliardo e mezzo di euro di tagli all’università e alla ricerca, studi la legge Gelmini e decida di contestarla, cerchi di immaginarsi e di costruire giorno dopo giorno un’alternativa reale all’interno delle università e degli spazi vuoti e abbandonati di questa città, un’alternativa che parli di nuovi diritti e di nuovo welfare per tutti e tutte, un’alternativa che parli di una nuova democrazia appunto.
soggetti socialmente pericolosi quegli studenti e quelle studentesse accolti nel palazzo del Quirinale ad un giorno dall’approvazione definitiva della tanto contestata legge Gelmini.Risulta pericoloso Simone, uno degli undici studenti ricevuti dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il 22 dicembre 2010 al termine di una delle più imponenti e partecipate manifestazioni che abbia mai investito la città di Roma. Vorremmo domandare al Presidente se sono da considerarsi
Non ci stupisce che a definire socialmente pericoloso uno studente sono gli stessi personaggi che hanno sempre sostenuto che i veri studenti erano a casa a studiare, mentre in tutta Europa milioni di studenti e precari si mobilitavano contro le riforme universitarie, le politiche di austerity, contro chi ha creato una crisi che stiamo pagando a colpi di privatizzazioni e aumento del divario tra chi possiede tutto e chi non ha più nulla.
Se Simone è una persona socialmente pericolosa, se Simone costituisce un pericolo per questa democrazia corrotta e priva di qualsiasi legittimità e possibilità di partecipazione, allora tutti e tutte noi siamo soggetti socialmente pericolosi.
Abbiamo un’altra concezione di individuo socialmente pericoloso. Per noi è pericoloso per la società chi ha scritto, firmato e approvato la legge Gelmini, pericoloso per la società è chi ha in questi ultimi vent’anni ridotto i finanziamenti all’università e alla ricerca, pericoloso è chi ha sostenuto il modello Marchionne nelle fabbriche, pericoloso è chi fa le guerre e lascia morire in mare o nei Cie i migranti che sognano una vita migliore, pericoloso è chi proclama leggi omofobe, pericoloso è chi tenta di privatizzare i beni comuni come l’acqua, pericoloso per la società è chi il 14 dicembre del 2010 ha comprato il voto di tre parlamentari mentre fuori dal Parlamento studenti, studentesse, lavoratori, lavoratrici, migranti e realtà sociali di questo Paese insorgevano assediando i luoghi del potere, sfiduciando dal basso il governo e l’intera classe dirigente nel tentativo di riprendersi la libertà di poter decidere il proprio presente e costruire il proprio futuro.
Per questo governo e per chi calpesta ogni giorno i diritti e la dignità di milioni di cittadini e cittadine, siamo tutt* persone socialmente pericolos* e continueremo ad esserlo.
SOLIDARIETà A SIMONE! SIAMO TUTT* SOCIALMENTE PERICOLOS*!
Sapienza in mobilitazione
5 Maggio. comunicAZIONE al Policlinico! A un giorno dallo sciopero…
by circolodiwillis on mag.05, 2011, under General
VERSO LO SCIOPERO GENERALE DEL 6 MAGGIO.
SANITÀ E SAPERI SONO BENI COMUNI!

- 5 Maggio 2011. A un giorno dallo Sciopero.
Questa mattina un’ottantina di studenti, medici, infermieri, ricercatori, lavoratori e rappresentanti sindacali del Comitato unitario studenti e lavoratori del Policlinico Umberto I si sono incontrati all’interno dell’ospedale e hanno dato vita ad un volantinaggio itinerante verso lo sciopero generale del 6 Maggio.
In un Paese in cui i tagli alla sanità e alla formazione sono all’ordine del giorno nelle agende politiche dei governi da oltre vent’anni, lo Sciopero non può ridursi a sterile strumento di difesa dei pochi diritti esistenti, ma deve rappresentare un terreno di sfida per conquistare nuovi diritti, nuovo Welfare, per dire basta a privatizzazioni e precarietà e costruire un modello diverso di società. Deve cioè essere l’inizio di un cambiamento radicale in questo Paese.
Sono tanti i nessi tra la sanità e i saperi, poiché meni ospedali equivale a dire meno facoltà e corsi di laurea per mancanza di fondi, meno posti letto nei reparti vuol dire meno biblioteche, meno aule e meno borse di studio per gli studenti, privatizzare i servizi ospedalieri equivale a far entrare i privati nei consigli di amministrazione delle università, sfruttare i lavoratori precari negli ospedali equivale ad aver introdotto la figura di ricercatore a tempo determinato, un’ulteriore figura precaria che si aggiunge a quelle già esistenti.
L’azione di questa mattina è stata solo l’ultima di una serie di giornate del conto alla rovescia prima del 6 Maggio, che ha visto protagonisti studenti e precari il 1 Maggio nei picchetti precari a Via del Corso, dove abbiamo restituito almeno una piccola pausa a centinaia di precari che non avevano nemmeno il diritto di festeggiare la festa dei lavoratori. Ha visto protagonisti studenti e precari il 4 Maggio nell’occupazione dell’assessorato alle politiche abitative di Roma per aprire un tavolo che parli di diritto alla casa, diritto allo studio, e di welfare per i giovani.
Quattro striscioni sono ora appesi nei quattro ingressi del Policlinico Umberto I: “Verso lo Sciopero Generale del 6 Maggio. Sanità e Saperi sono Beni Comuni”
Il 6 Maggio è dunque arrivato. Sta a noi ora fare in modo che diventi una giornata di blocco vero della produzione.
Assemblea di Medicina
Appuntamenti per il 6 Maggio
ore 10.30 Porta Pia à Picchetto Precario
ore 18 Piazzale del Pigneto à Street Parade selvaggia





